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“Una donna (quasi) scaduta” di Tinta

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Un momento della presentazione nel giardino di Libriamoci

 

SCOPERTA NEL PANORAMA LETTERARIO

di SERENELLA POLICARPO

In data 7 giugno 2014 presso la libreria “Libriamoci” di Bitritto (BA), si è tenuta la presentazione del nuovo libro di Tinta dal titolo “Una donna (quasi) scaduta)”.

Molto suggestivo il luogo nel quale si è svolto l’evento: un piccolo ed accogliente giardino dai verdi alberi di limone, idoneo per gli amanti della lettura, situato nel retro della stessa libreria.

Presentazione innovativa ed insolita: l’autrice ha unito al fascino delle parole quello della musica, infatti a completare il suggestivo quadro, la presenza di un chitarrista, Gaetano Todaro, responsabile dell’accompagnamento musicale delle letture e delle canzoni ispirate ai personaggi del libro, che la stessa autrice con la sua voce ha cantato.

Tinta si presenta come una donna dalla spiccata ironia e dalla rara sensibilità manifestata in maniera insolita: tramite il riso.

Il libro che ad un primo impatto si potrebbe erroneamente confondere con un qualsiasi romanzo rosa dall’inesistente spessore riflessivo, si mostra, invece, come una meravigliosa scoperta: tutt’altro che uno dei soliti libretti da passatempo. Un libro da scoprire e che ci invita a privarci di restrizioni ed inutili tabù, di liberarci dai luoghi comuni e dai falsi idoli odierni.

Una donna (quasi) scaduta” ha per protagonista una donna,per l’appunto, “sul viale del tramonto”, come la stessa autrice ci legge da un passo del libro, ovvero sta attraversando quella che è una delle fasi più temute e rifiutate dal mondo femminile: la menopausa, vista come punto d’arrivo, di rottura, come fase nella quale rimettere tutto in discussione, come rinuncia a ciò che è stato fino a quel momento il loro mondo in tutte le sue sfere: sessuale e sentimentale, come se avessero, per l’appunto, una data scadenza oltre la quale “non sono più buone”.

Un libro di protesta contro i falsi idoli odierni, contro una donna perfetta esente dal’invecchiamento, un libro d’elogio alla donna in quanto tale: nelle sue debolezze, nell’accettazione di ogni fase della vita (invecchiamento incluso), una protesta contro la ricerca disperata della giovinezza nei partner fanciulli e nei bisturi dei chirurghi.

Tinta nella sua innata e fresca ironia ci presenta un nuovo modo di vivere: più libero, più completo, una nuova chiave di lettura alleggerita dall’assenza di inutili censure.

Nella prima canzone che ha cantato ieri si ispira alle donne sex and the city, a quelle che non attendono più il principe azzurro, ciniche e distanti, concludendo che la protagonista è tutt’altro che una di queste donne e che il mondo femminile dietro tacchi e gonne nasconde molto di più, dunque ancora una volta un elogio alla donna nella sua naturalezza e nelle sue speranze a discapito dei modelli che oggi ci vengono continuamente imposti dalla società e dai mass media come il riferimento alle figure femminili di sex and the city, telefilm americano che ha riscosso un incredibile successo anche in Italia.

Un libro nel quale l’uomo, presentato in tutti i suoi luoghi comuni, risulta essere un’ombra nella vita della protagonista, uno sfondo e in un certo qual modo, causa e fine di molte delle sue azioni, presentato dunque come condizionamento nella vita della protagonista e delle donne in genere.

La protagonista è caratterizzata da una vena malinconica mista ad ironia, ci sono momenti nel libro nel quale si mostra in tutto il suo sconforto nella vana ricerca dell’uomo giusto, ricerca turbata dall’incontro di uomini in tutti i loro stereotipi: dal giornalista invadente ai limiti con l’ossessività e con la mania di decidere per lei l’abbigliamento più opportuno; al musicista al paparino, uomo divorziato con figli dal precedente matrimonio scudo e scusa per gli appuntamenti saltati all’ultimo minuto che celavano, in realtà, una relazione con la babysitter.

Nonostante le disavventure amorose, la protagonista si mostra sempre disponibile nel concedere loro delle opportunità che ne nascesse un amore o un’amicizia.

Il libro presenta una leggera nota autobiografica infatti lo notiamo dal mestiere della protagonista, nonché anche lei scrittrice come la stessa autrice e da alcuni personaggi presenti nel libro, ispirati a persone da lei realmente conosciute, come lo stesso giornalista o Dolores, nonché amica e confidente del personaggio principale.

Tinta, amante dell’arte e desiderosa di avere un pubblico fin dall’infanzia, è nel 2003, grazie all’incontro di Gaetano Todaro, che inizia la sua carriera nel mondo artistico,dapprima in ambito musicale, poi, decidono di comune accordo di unire le sue scritture alla musica con la pubblicazione del suo primo libro.

Ci confida, tra l’atro, che in ogni libro c’è necessariamente una nota autobiografica, ciò non toglie che non tutto quello che è narrato è realmente accaduto o è stato realmente vissuto dall’autore, infatti ci racconta che il suo libro precedente, ispirato alla letteratura erotica, ha incontrato non poche difficoltà nel far comprendere al pubblico il limite fra quanto fosse autobiografico e quanto, invece, fosse frutto di fantasia.

Tematica delicata e censurata in Italia, l’erotismo, argomento affrontato dall’autrice con una grande naturalezza e serenità, anzi “condanna” la censura, i tabù, la mentalità bigotta che circonda e macchia di peccato e vergogna questa tematica, normale istinto e desiderio dell’essere umano, sfera portante delle nostre vite ed anzi ci fa comprendere che è il tacerne a fare di esso un qualcosa di sbagliato, di sporco, di innaturale, un qualcosa da non dire ma che tutti sperimentiamo.

Un pomeriggio liberatorio: Tinta, personalità che tutti nella vita almeno un a volta dovremmo incontrare, muta il modo in cui vivere ed affrontare tutto quello che la vita ci presenta.

Concludo con una citazione di Rosaria Iodice, intervistatrice e promotrice del libro di Tinta: “ In gioventù si pensa che la vita sia una tragedia, in realtà è una commedia, se la si sa interpretare bene”.

Consiglio vivamente la lettura di questo libro chiave per imparare ad interpretare nel giusto modo questa commedia che è la vita.  

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