06162019Headline:

BITRITTO ACCOGLIE IL GIORNALISTA ENRICO DEAGLIO

Vivo interesse ha destato, in questi ultimi giorni di Luglio, la presentazione del volume di Enrico Deaglio “Indagine sul ventennio”, che si è tenuta sulla piazza dello splendido castello di Bitritto, ove il richiamo ai tornei medievali che si svolgevano negli stessi luoghi è forte.

Bitrittonline pubblica due resoconti dell’evento che lo illustrano in maniera diversa ma che ne danno ambedue una versione appassionata della quale i lettori non potevano certamente essere privati.

Il ventennio berlusconiano. E’ possibile un bilancio?

di GIUSEPPE ANTONELLI

L’indagine di Enrico Deaglio approda a Bitritto, il paese in cui si festeggiò il compleanno della discesa in campo.

 

Martedì 29 luglio in Piazza Leone, nell’ambito di Bitritto Estate 2014, a cura dell’Associazione Presidi del Libro e della Libreria Libriamoci si è svolta la presentazione dell’ultimo lavoro di Enrico Deraglio: Indagine sul ventennio (ed. Feltrinelli). Il ventennio è quello belusconiano che fu ricordato con grande calore e partecipazione di popolo proprio qui a Bitritto (nel Palatour) a gennaio scorso e sul quel compleanno ebbi modo di esprimere qualche considerazione che ripropongo per le molte sintonie con il libro di Deaglio.

Il Palatour

Il Palatour

Si sono conclusi da poche ore, qui nel nostro paese, i festeggiamenti per ricordare il ventennale “dell’era berlusconiana”. Gennaio 1994, venti anni fa, dopo la bufera di tangentopoli, Berlusconi decide la famosa “discesa in campo”accompagnata da roboanti proclami di costruire il “Nuovo Miracolo italiano”, il “Nuovo Risorgimento” per difendere l’Italia dal malcostume, dalle tangenti e dal monopolio asfissiante dei comunisti che impedivano all’Italia di diventare una Nazione veramente moderna.

Dopo un ventennio è possibile tracciare un bilancio di questa sua lunga stagione politica?

Con molta serenità e obiettività di analisi si può affermare che è stata una rivoluzione mancata e che ha fallito proprio sugli aspetti tipici di una società liberale da lui sempre annunciata, sbandierata e mai attuata. Ha fallito proprio sui temi a lui più congeniali oltre che su quelli tipicamente sociali, etici, morali e di bene comune.

Senza cedere al rischio di trasformarsi in tifoso pro o contro Berlusconi, serenamente tentiamo un’analisi e, passando in rassegna la storia degli ultimi venti anni, chiediamoci che società il Cavaliere lascia in eredità agli italiani?

– Una società meno meritocratica ma più feudale con blocco totale dell’ascensore sociale.

– Una informazione più addomesticata e meno libera.

– Una Nazione più corrotta (88° posto su 126 nazioni).

– Una produzione legislativa volta alla tutela degli interessi personali e non generali.

– Una Pubblica Amministrazione dispendiosa, poco efficace, lontana dai cittadini.

– Una sanità ipotecata dalla politica che ha complessivamente allungato i tempi di attesa e amplificato i costi di gestione.

– Una giustizia civile lentissima che non assicura la certezza del diritto e della pena.

– La politica ridotta a prodotto mediatico e non come arte nobile e forma più alta di solidarietà.

– Una società anestetizzata dal torpore televisivo con una bulimia di programmi e palinsesti (solo per citarne alcuni: La pupa e il secchione, C’è posta per te, il Grande fratello, Ciao Darwin, Colorado, Troni e tornisti, Drive in e tanti altri con troni e tornisti in primo piano) che hanno sopito lo spirito critico e il discernimento specie nelle popolazioni giovanili.

– Una visione del partito politico come “azienda” ove gli organismi decisionali sono eterodiretti o nominati come se fossero unità di business di reparti aziendali.

– Una caduta verticale della reputazione e della credibilità italiana nel panorama europeo e mondiale (tranne che per l’amico Putin).

– Un mercato del lavoro iperflessibile e ultraprecarizzato che ha dato fiato al più bieco liberismo proprio in una stagione governata da un leader animato da spirito liberale.

– Uno stile e un modello di comportamento, una visione della vita, pedagogicamente devastanti per un uomo politico per il quale non debbono esistere zone d’ombra dal momento in cui decide di “scendere in campo”.

– Una pervicace e malefica concezione che tutto nella vita, pubblica e politica, ha un prezzo e che tutto si può comprare: uomini politici, funzionari, giudici, avvocati, testimoni, mogli e olgettine.

Questo il fallimentare bilancio del ventennio berlusconiano che tra qualche decennio sarà ricordato negli annali storici come gli anni dell’Italia sfiduciata, gli anni della decrescita economica ma ancor più della più bassa moralità pubblica, e con una efficacissima sintesi, “l’Italia del bunga bunga”.

Tante le speranze frustrate di molti italiani che avevano creduto nel “Nuovo Miracolo Italiano” abortito e soffocato nella culla proprio da colui che si era proposto come “levatrice”.

Sarà difficile, spero non impossibile, uscire dal “berlusconismo diffuso” che ha contagiato e plasmato la società italiana. E’ stata una lunga stagione che oltre ad una visione politica mediatica e aziendale ha inteso il cittadino non come soggetto pensante, cui elevare lo spirito e la ragione critica, ma una semplice unità di marketing da conquistare e adottare.

Ahimè, operazione riuscita e a cui una grande fetta di italiani si è dolcemente o inconsapevolmente sottoposto. Pensate che ci siano segni di risveglio e che il sonno sia finito?

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UN’INDAGINE A METÀ SUL VENTENNIO BERLUSCONIANO

di PIERPAOLO FAVIA

foto 29 luglio  incontro con Deaglio (da Libriamoci)

foto 29 luglio incontro con Deaglio (da Libriamoci)

È stato l’evento più atteso del luglio di quest’estate bitrittese e il pubblico non è mancato; si sta naturalmente parlando della presentazione del libro “Indagine sul ventennio” del noto giornalista Enrico Deaglio.

A moderare il dibattito sui contenuti dell’opera si è prestato un appassionato Giancarlo Visitilli, coadiuvato in ciò dalle argute osservazioni della dirigente scolastica Anna Cantatore.

La discussione è stata avviata da un’originale constatazione del moderatore: “Si tratta di un libro scritto al passato” ma che descrive “un presente che si è fatto già storia”. L’autore ha risposto sostenendo che “questo ventennio è stata una perdita di tempo” e durante questo periodo “tutta la generazione di berlusconici e di sinistra si è dimostrata impresentabile”. 

Dunque la colpa del decadimento culturale, prima ancora che politico, dell’Italia di oggi non è stata solo di Berlusconi, delle sue televisioni e del suo partito-azienda “Forza Italia, fondato da un mafioso come Dell’Utri”, ma anche “dell’opposizione di sinistra che non ha avuto alcuna voglia di proporre un’alternativa, nessuna voglia di indignarsi” perché “tutto sommato Berlusconi è un buon nemico con cui si può fare tanta strada assieme”.

Così, ha aggiunto ancora Deaglio, “il frutto amaro del ventennio è stato che la democrazia legata alla partecipazione popolare, alle discussioni non ci sarà più”, sostituita al massimo, come ha sostenuto la Cantatore, da una scadente “democrazia plebiscitaria”. Tutto questo mentre si sta discutendo una “riforma del Senato insensata”, a detta del giornalista.

Non poteva però mancare un riferimento ai giovani che “hanno avuto solo questo da vedere e non altro” tanto che in questo Deaglio ci vede un forte “parallelismo con chi ha avuto l’esperienza di crescere sotto il fascismo” e ha espresso l’auspicio che “questa generazione desse un giudizio sul ventennio passato”.

L’autore di questo articolo non si è certo lasciato sfuggire una simile opportunità, innanzitutto rilevando come la generazione dei ventenni e dei trentenni abbia già espresso un simile, severo giudizio alle scorse elezioni nazionali, assegnando il 25,5% dei voti ad una forza politica innovatrice e dirompente come il Movimento 5 Stelle. Inoltre, non si poteva tacere del fatto che quella di Deaglio fosse un’indagine a metà, che ignorava colpevolmente i dieci anni di malgoverno della sinistra, oltre agli altri dieci pessimi di berlusconiana memoria.

Vistosi alle strette, lo scrittore ha replicato a queste osservazioni che “è vero che per alcuni momenti ha governato la sinistra, ma il ventennio è stato politicamente e culturalmente governato da Berlusconi”, anche se “la sinistra ha enormi responsabilità in quello che non ha fatto”. Bel modo per dribblare la domanda senza affrontarne il merito.

 

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