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CORRUPTIA. IL MALAFFARE IN UN COMUNE ITALIANO

Rocco D'Ambrosio e Nicola Magrone_tavolo relatori_22dic2014

Rocco D’Ambrosio e Nicola Magrone al tavolo dei relatori

    LA CORRUZIONE IN UN COMUNE ITALIANO

  Fenomenologia del fenomeno corruttivo nella P.A.    

di GIUSEPPE ANTONELLI

  Si è discusso di corruzione di un Comune italiano, il 22 dicembre, a Modugno con Don Rocco D’Ambrosio, docente di Filosofia Politica e di Etica della Pubblica Amministrazione, e con Nicola Magrone, già Procuratore della Repubblica e Sindaco di Modugno.   Il titolo del libro presentato, “CORRUPTIA. Il malaffare in un Comune italiano” (Ed. La Meridiana), certamente non alludeva alla situazione locale ma raccoglie le considerazioni che Rocco D’Ambrosio assieme a sei Prefetti, coautori del testo, hanno svolto sulla base delle illegalità rilevate in oltre 1200 pagine contenute in un dispositivo prefettizio che disponeva il commissariamento di un Comune.   Una radiografia vera di un Municipio prigioniero del diffuso malaffare, non fantapolitica. Tra le varie considerazioni espresse sul fenomeno corruttivo nella Pubblica Amministrazione da parte dei due relatori un monito è salito forte nell’aula: la corruzione trova terreno fertile in quei contesti a bassa partecipazione popolare alle decisioni politico-amministrative e in realtà a bassa scolarità.   Solo in comunità ad alto tasso di delega e a scarsa partecipazione si può diventare prigionieri di un torpore civile che non s’accorge della “cloaca romana” di mafia capitale e si accanisce contro un Sindaco che ha la colpa di aver parcheggiato la sua panda in divieto di sosta.   La corruzione di un Municipio si combatte con la partecipazione e la trasparenza. Ogni cittadino deve impegnarsi per capire la genesi, il motivo, l’approvazione di una delibera. Deve porre, singolarmente o in modo associato, domande “impertinenti” per conoscere nei dettagli le decisioni che pesano sulla sua vita e sulla sua tasca. Agli Amministratori, invece, il dovere di essere il più trasparente possibile, nei propri atti e comportamenti, agevolando, altresì, la partecipazione popolare e la diffusa conoscenza dei provvedimenti adottati. Ami, ciascun saggio Amministratore, circondarsi di cittadini “sinceramente impertinenti” ed allontani dal suo entourage coloro che lo lodano e non lo contraddicono mai.   Non rassegnarsi alla invincibilità del fenomeno corruttivo nella P.A. che largamente serpeggia nella popolazione italiana, ha esortato Don Rocco D’Ambrosio. Ogni qual volta riteniamo immodificabili tali situazioni e rinunciamo all’impegno civile per combattere queste pratiche malaffaristiche facciamo un grande favore alla criminalità che avvinghierà sempre più gli Amministratori e la macchina amministrativa.   Una società dotata di “anticorpi” difficilmente potrà diventare prigioniera di ristretti clan affaristici.   Ragione per comprendere il fenomeno, moralità ed etica dell’Amministratore, impegno civile di ciascun cittadino, sono gli elementi che tengono un “corpo” sano ed inattaccabile dalla corruzione e dal malaffare. 9788861534490_large

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