08182019Headline:

Questo è il teatro a Bitritto!

 

Dinastie bastarde_locandina ed interpreti

La locandina della pièce de “La Torre del Drago”

LA BRAMOSIA DEL POTERE, METAFORA DELLA VITA NELLE “DINASTIE BASTARDE” DI LUIGI FACCHINO

 

di Giuseppe Antonelli

 

A quanto pare qui la storia sta diventando seria. E sì, perché quatta quatta la compagnia de LA TORRE del DRAGO sta raggiungendo, con i ragazzi del suo nucleo originario, livelli di performance teatrale di alto livello. DINASTIE BASTARDE (La storia del Re Diavolo), la tragedia replicata domenica sera per la sesta volta nello spazio teatrale di via Mazzini a Bitritto, scritta e diretta da LUIGI FACCHINO, ha ruotato attorno ad un tema assai caro all’autore e regista che si conferma profondo indagatore dei sentimenti umani e ha raggiunto livelli di eccellenza interpretativa che mai il gruppo di Facchino aveva toccato nelle pur pregevoli precedenti pièce.

 

Dai sentieri pirandelliani percorsi col precedente lavoro (LA FIERA DELLE FALSITA’), questa volta s’inerpica per impervie vie dalle chiare assonanze shakespeariane, cimentandosi amabilmente nello scandagliare gli abissi dell’animo umano infuocato dalla bramosia del potere. In questo cocktail di passioni e sentimenti il Facchino si diverte a giocare sugli opposti e conduce lo spettatore a rispecchiarsi nella sete di potere del Principe Dalach (primogenito extramoenia del Re Ultan) o nella mitezza della Contessa Carys; nella saggezza e l’autocontrollo del Principe Niall (secondogenito del Re Ultan) o nella scaltrezza della Duchessa Ygerna. Lo specchio delle coscienze è deformante nel riflettere il Principe Niall che si commuove ricordando il profumo dei fiori del giardino di Enda e il Principe Dalach che si eccita all’odore del sangue. Molte le allusioni e le metafore della vita quelle inanellate da Facchino nella trama da lui tessuta in questa tragedia: la bramosia del potere anche a costo del parricidio, la pazzia di una figlia “sacrificata” sull’altare della ragion di Stato, il popolo che va persuaso dall’ipocrisia del regnante anziché emanciparsi, il mefistofelico folletto di corte perfido suggeritore di regime. Tutti elementi sempre antichi ma molto attuali. Un lavoro ben fatto, che segna il passaggio “dall’adolescenza” alla maturazione del gruppo di ragazzi guidati da anni da Luigi Facchino. Circa due ore di un’intensa radiografia interiore ben sostenuta da effetti musicali e da luci perfettamente pertinenti, impreziosita da costumi severamente contestuali.

 

Tutti veramente bravi! Una magica decina, che compie un salto di qualità e l’abilità a impegni più ardui anche su platee nazionali. Pur rischiando di apparire ripetitivi ribadiamo la valenza fortemente sociale e pedagogica, ancorché artistica, dell’attività condotta sul nostro territorio da Luigi Facchino tramite l’Associazione La Torre del Drago. Una vera e propria “eccellenza locale” che porta Bitritto in giro per la Puglia e l’Italia ed é per questo che va concretamente incoraggiata e sostenuta dalle Istituzioni Locali. Un doveroso riconoscimento e premio ad un’azione altamente meritoria svolta per i giovani del nostro paese e fortemente culturale per la comunità tutta.

 

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L’Associazione “LA TORRE del DRAGO” presenta DINASTIE BASTARDE (e la storia di re Diavolo) – tragedia in due atti scritta e diretta da Luigi FACCHINO.

 

PERSONAGGI ed INTERPRETI:

 

RE ULTAN, sovrano dell’isola di Alun (Luigi Facchino)

 

PRINCIPE DALACH (Nicolas De Filippis)

 

PRINCIPE NIALL (Marco De Letteris)

 

PRINCIPESSA ARLENE (Annalisa Intrieri)

 

CONTESSA CARYS (Teresa Clemente)

 

DUCHESSA YGERNA (Roberta De Benedictis)

 

SHAMUS (Francesco Latorre)

 

SEAMUS (Vito Di Anna)

 

LIAM (Luca Filograno)

 

EMYR (Giuseppe Bozzi)

 

 

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Il re Ultan (Luigi Facchino)

 

 

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Quattro dei protagonisti: da sin. Nicolas De Filippis, Annalisa Intrieri, Luigi Facchino (regia), Marco De Letteriis. (foto FB  da La Torre del Drago)

 

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