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E IL PREMIO GIULITTO?

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E IL PREMIO “GIULITTO” PERCHE’ NON E’ ANDATO A TORINO?

Alcune considerazioni attorno al Premio di Letteratura dell’Infanzia “Giacomo Giulitto” dopo il Salone del Libro di Torino

di Giuseppe Antonelli

Si è chiuso da qualche giorno il 28° Salone Internazionale del Libro di Torino, a marzo la Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna, a dicembre scorso Più libri più liberi a Roma e la XX Rassegna Internazionale degli Autori ed Editori del Mediterraneo qui nella vicina Campi Salentina, il Festival di letteratura di CittàdeiBimbi a Bari, Libri nel Borgo Antico a Bisceglie, il Festival del Libro possibile a Polignano; solo per citare alcuni dei maggiori eventi in tema di libri ed editoria che si svolgono in Italia e in Puglia.

A questi appuntamenti disseminati per tutta la penisola Bitritto non è presente.

Archiviata, nello scorso dicembre, la XVII Edizione del nostro Premio di Letteratura dell’Infanzia “Giacomo Giulitto” – Città di Bitritto, alla luce della vivacità che caratterizza il settore librario, è doveroso esprimere alcune considerazioni in vista della prossima edizione al sol fine di migliorare “il prodotto finale” del nostro Premio ed anche per fargli assumere una dimensione europea secondo l’auspicio espresso dal Consigliere Delegato alla Cultura, Francesco Valente.

Notiamo che l’ansia attorno a questo importante evento è sostanzialmente di tipo “vigiliare” e stagionale, nel senso che soffre di una tenue tensione organizzativa e culturale che con torpore si trascina nel corso del biennio.

Si ha l’impressione che la flebile attenzione attorno all’appuntamento regge più sulla doverosa riconoscenza verso la memoria del fondatore e della caparbia passione dei suoi eredi piuttosto che su una attenta azione programmatoria dell’evento letterario stesso.

Un tale evento necessita di un apposito e dedicato nucleo organizzativo per cui non é strategicamente efficace delegare la organizzazione e la gestione di un evento così importante alla Segreteria Generale del Comune gravando questo Ufficio, già sovraccarico di compiti e incombenze proprie, anche di compiti impropri e poco affini alla sua funzione. Con estrema modestia pensiamo che il successo di un evento come il nostro Premio di Letteratura per l’Infanzia Città di Bitritto debba fondarsi su pochi ma basilari ingredienti:

a) sistematica e non episodica reiterazione del marchio bitrittese in tutte le occasioni similari regionali, nazionali e comunitarie. La presenza, quindi, alle varie vetrine nazionali (Salone del libro di Torino, Fiera del libro di Bologna e di Roma, …), Regionali (Campi Salentina, Bisceglie, Polignano, Expo Libri, …) e ad altri appuntamenti comunitari (Francoforte !!) si rende indispensabile e irrinunciabile per la sopravvivenza stessa del Premio. Solo queste occasioni permettono la visibilità, il riconoscimento del marchio Bitritto e la considerazione da parte di autori e di case editrici generaliste e di settore.

b) una minima ma necessaria dotazione finanziaria (almeno 40.000 euro) per il supporto promozionale, gestionale ed organizzativo di questo evento culturale che riverberi i suoi benefici anche su altri ambiti socio-economici della nostra Comunità (flusso turistico, valorizzazione del patrimonio storico-artistico, riscoperta della storia e delle tradizioni locali). Un insieme convergente di azioni, che efficacemente, una volta, veniva sintetizzato nella felice formula di “giacimento culturale” che va testardamente perseguito e sostenuto con meticolosa sistematicità.

c) coerente pianificazione, intelligente reperimento di risorse finanziarie ed efficace gestione (anche ricorrendo ad apposita agenzia esterna) senza appesantire di ulteriori compiti impropri la macchina amministrativa comunale. Per cui essenziale diventa l’inserimento del Premio Letterario di Bitritto nella pianificazione culturale della Regione Puglia (con rammarico occorre notare che l’evento Bitrittese non è compreso tra gli eventi culturali che sono stati approvati con la Deliberazione della Giunta Regionale Nr. 797 del 17 aprile 2015 (L.R. 6/04, art. 14 Attuazione del “Programma

delle Attività Culturali per il triennio 20132015” – Approvazione Piano annuale degli interventi attinenti all’anno 2015). La Delibera ha disposto l’assegnazione di ben 998.000 euro a sostegno degli eventi culturali pugliesi per l’anno 2015. Ci fa piacere notare, invece, che tra i soggetti finanziati c’è la Cooperativa Sociale bitrittese “I Ragazzi di Truffaut” con un contributo regionale di 23.000 euro) e nei circuiti letterari nazionali. Inoltre molto utile potrebbe essere una intelligente azione di fund raising verso il mondo dell’editoria, un fruttuoso contagio e una più stretta collaborazione con Dipartimenti Universitari di settore, i gemellaggi con Comunità con simili vivacità culturali, una adeguata promozione su stampa di settore e TV. Sono solo alcune delle azioni da mettere in campo per assicurare all’evento culturale bitrittese autorevolezza, riconoscibilità regionale e nazionale, funzione socio-educativa e, perché no, anche economica.

d) altro aspetto importante da considerare è quello del coinvolgimento della Comunità bitrittese attorno all’evento. Un fatto culturale ideato, pensato, gestito, organizzato da pochi audaci eroi diventa frustante se non diventa patrimonio e sentire comune di una Comunità intera. Una cittadina agghindata, vestita a festa e tirata a nuovo per un Premio Letterario che deve entrare in tutte le case e in tutti i soggetti componenti la Comunità; come un Palio dei Quartieri, una sentita Festa Patronale, una rinomata Sagra. L’evento annuale del Festival del Cinema per Ragazzi di Giffoni in provincia di Salerno (giunto alla 45^ edizione), costituisce esempio paradigmatico di questo sentire comune e modello di coinvolgimento totalizzante della Comunità giffonese. Esempio che dimostra che è possibile creare una identità e specificità attorno ad un appuntamento culturale. Le modalità di coinvolgimento (certamente non è questa la sede per esplicitarle) non possono non mirare prioritariamente alle famiglie, all’Associazionismo locale, alle Comunità Parrocchiali, alle Scuole cittadine, ai Comitati di Quartiere, coordinati tutti da una sapiente ed organica regia.

Giova, infine, ricordare che una Comunità che mostra particolare sensibilità culturale verso il settore editorial-culturale diventa oggetto di osservazione anche da parte dell’industria editoriale e mediale. A Giffoni, per esempio, si è sviluppata la multimedia valley, il villaggio della creatività e della cultura. Pochi mesi fa l’anonima e dimenticata Stradella (cittadina dell’oltrePo pavese, famosa per vini e salame) è stata scelta, dal gruppo olandese Ceva (l’ex TNT Logistica) per diventare la città del libro e ospitare un hub (centro di distribuzione) cui fanno capo la quasi totalità delle case editrici. Un investimento di 65 milioni di euro per un sito altamente tecnologico di 82.000 metri quadrati per lo stoccaggio e la distribuzione editoriale e una previsione occupazionale di 200 dipendenti. Oso pensare che Bitritto, rispetto all’entroterra pavese a tipica vocazione enograstronomica, se avesse adeguatamente sostenuto nei decenni questa sensibilità letterario-editoriale che la caratterizza certamente poteva essere oggetto di osservazione così come negli anni 80’ lo fu per l’EDS. Ci auguriamo di aver stimolato una fattiva e cooperativa discussione attorno all’argomento, in mancanza, come quelle belle e lucide auto storiche, le tireremo fuori dal garage solo alla vigilia della sfilata e poi autocompiaciuti le riporremo nei nostri hangar.

Vogliamo bene a Bitritto.

                                                          Logo-Bitritto-città-europea-300x300                                        ARRIVEDERCI ALLA XVIII Edizione

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